Tim, Gubitosi si fa da parte “per una serena valutazione” dell’offerta Kkr

Alla vigilia del cda straordinario di Tim convocato per domani, l’amministratore delegato di Tim, Luigi Gubitosi, ha deciso di farsi da parte con una lettera indirizzata al board per consentire “una più serena e rapida valutazione della non binding offer di Kkr”. Secondo quanto riporta Ansa, che ha letto il documento, l’ad ha messo a disposizione del cda le deleghe per “favorire il processo decisionale da parte del consiglio”, 

“Il consiglio deve agire nell’interesse di tutti i soci a tutela del mercato, e anche degli azionisti di minoranza e di tutti gli stakeholders”, ha scritto Gubitosi, esortando il board ad “attenersi rigorosamente alle regole, atteso che non ha un ruolo attivo ma deve assicurare la trasparenza e corretta informazione al mercato: in particolare, qualora l’offerta venisse formalizzata, il Cda dovrà consentire agli azionisti di valutare la convenienza dell’offerta e la congruità del prezzo”.

Il passo indietro di Gubitosi apre a una nuova valutazione dell’offerta di Kkr da parte di Vivendi, primo azionista con il 23,4 per cento di Tim. L’offerta del fondo americano al prezzo indicativo di 0,505 euro per azione è stata giudicata insufficiente, ma l’opposizione dei francesi non è solo una questione di prezzo. Vivendi vuole la poltrona dell’amministratore delegato e ha già cominciato la ricerca del sostituto con la società specialista Spencer Stuart. Si fanno alcuni nomi: Pietro Labriola che guida Telecom Brasile, Stefano Siragusa capo della finanza e tra gli esterni si parla di Aldo Bisio responsabile per l’Italia di Vodafone gestita a lungo da Vittorio Colao attuale ministro della Transizione digitale.

Nelle conclusioni della lettera, l’ad precisa anche la sua posizione in merito alle indiscrezioni secondo cui sarebbe stato parte attiva nel prendere contatti con il fondo americano, aprendogli le porte per l’offerta a Tim. “Le non troppo velate accuse che mi sono state rivolte in relazione alla mia presunta vicinanza a Kkr, oltre ad essere totalmente fuori luogo e false come ho ripetutamente fatto presente, non devono essere utilizzate strumentalmente per rallentare il processo di esame della indicazione di interesse, tentativo dal quale mi dissocio in modo netto”.

Secondo quanto riporta Bloomberg, più che una mediazione con Gubitosi il fondo americano avrebbe cercato una sponda con il governo prima di annunciare l’offerta. “All’inizio di questo mese il team di Kkr si è diretto a Roma per incontrare i funzionari italiani. Draghi è stato informato sull’accordo e i funzionari hanno fissato alcune condizioni”. “Alla fine il governo ha dato il via libera a Kkr”, scrive Bloomberg.