Sulla riforma fiscale c’è l’accordo nel governo. Ecco come cambia l’Irpef

L’Italia avrà un nuovo fisco. Lo ha annunciato Gilberto Pichetto (Forza Italia), viceministro al Mise: “C’è l’accordo politico ad agire sulle aliquote Irpef e un’analoga scelta sull’Irap. Ora Daniele Franco”, il ministro dell’Economia, “dovrà parlarne con Draghi e noi con i partiti. Poi fisseremo i dettagli della manovra”. Si attende l’ok del premier, dunque. Ma gli interventi strutturali della riforma sono già ben definiti.

 

La nuova Irpef

La novità più importante riguarda l’Irpef. Che passa da cinque a quattro aliquote (cancellata quella del 41 per cento), in larga misura alleggerite. La fascia di reddito fino a ai 15mila euro resta al 23 per cento, quella dai 15 ai 28mila scende dal 27 al 25 per cento e per la fascia 28-50mila si va dal 38 al 35 per cento. Poi il salto: oltre i 50mila euro di reddito si passa direttamente al 43 per cento di imposte. Scompare dunque lo scaglione 55-75mila euro, precedentemente fissato al 41 per cento. Si tratta di una riforma che comporta uno sgravo fiscale per la maggior parte degli italiani. Con variazioni progressive, soprattutto per il ceto medio: l’unica fascia che vedrà le rispettive imposte marginalmente aumentate è infatti la più alta.

 

8 miliardi per cambiare il fisco

È questa la cifra stanziata dal governo per sostenere la riforma. La gran parte delle risorse, circa 6,5-7 miliardi, servirà per il taglio dell’Irpef. Un ulteriore miliardo verrà poi utilizzato per l’eliminazione dell’Irap per autonomi e persone fisiche. La manovra comporterà anche l’addio al bonus da 80 euro, divenuti poi 100, stabilito a suo tempo dal governo Renzi: questo perché le detrazioni fiscali saranno riordinate assorbendo i preesistenti bonus. Ma il meccanismo in merito è ancora in fase di definizione.

 

Da Salvini a Italia viva: il placet dei partiti

“Così l’Irpef sarà più semplice e leggera per tutti i contribuenti”, ha dichiarato il leader del Carroccio. “La Lega è al governo per difendere famiglie e imprese”. Se la questione super green pass spacca la maggioranza, la riforma fiscale la ricuce. È soddisfatta l’area renziana: “Un buon accordo”, dice il deputato Luigi Marattin, “raggiunto sulla base dell’impostazione richiesta da Italia viva sul metodo e sul merito”. E perfino il Movimento 5 stelle: “Questi interventi avranno una valenza strutturale e soprattutto comporteranno effetti percettibili”, ha detto la viceministra al Mef Laura Castelli. Un successo politico, insomma. Manca solo la benedizione definitiva di Draghi.