Meloni e Salvini, gli ultimi dei No Vax

Alla fine, come era prevedibile, il governo di Boris Johnson ha dato il via libera alla vaccinazione contro il Covid di tutti i bambini e ragazzi tra i 12 e i 15 anni di età. “Ho accettato la raccomandazione unanime dei Chief Medical Officer del Regno Unito di offrire la vaccinazione alle persone di età compresa tra 12 e 15 anni – ha dichiarato il ministro della Salute Sajid Javid –. Ciò proteggerà i giovani dal contrarre il Covid-19, ridurrà la trasmissione nelle scuole e aiuterà a mantenere gli alunni in classe”.

 

La decisione è stata molto dibattuta perché finora è mancato il parere favorevole del comitato congiunto del governo britannico sui vaccini (Jcvi), che ha esteso la raccomandazione ai ragazzi di 16-17 anni ma tra i 12 e i 15 solo ai ragazzi fragili. La tesi del Jcvi è che in questa fascia d’età i rischi legati al Covid sono bassi e il vantaggio offerto dal vaccino sono solo un “beneficio marginale”. Tuttavia, diceva sempre il comitato sui vaccini, la decisione definitiva spettava ai quattro Chief Medical Officer (uno per ogni stato del Regno) perché c’erano da prendere in considerazioni altri aspetti trascurati dal Jvci, come l’impatto sull’attività scolastica e sulla salute psicologica degli studenti, oltre che i benefici complessivi per la salute pubblica derivanti dalla vaccinazione dei circa tre milioni di giovani. E così i Chief Medical Officer hanno espresso parere favorevole all’unanimità, basandosi sui dati di Stati Uniti, Canada e Israele, andando peraltro nella direzione auspicata da Johnson che ora si trova a fare una campagna di vaccinazione in ritardo rispetto ad altri paesi come l’Italia e l’Italia che hanno già dato almeno una dose al 60 per cento degli under 18.

 

La vicenda britannica è rilevante perché ha delle ricadute sul dibattito italiano. Fino a ieri, infatti, Lega e FdI si sono espressi contro la vaccinazione dei minori richiamandosi proprio alla Gran Bretagna. “Governi, come quelli di Germania e Gran Bretagna, che invitano alla prudenza sui vaccini per i minorenni, invitano forse a morire?”, diceva Matteo Salvini. “Sul vaccino ai minorenni la penso come i governanti di Francia e Gran Bretagna: sono tutti No vax, o forse sono meno zelanti di noi con le case farmaceutiche?”, diceva Giorgia Meloni. Ora con il via libera britannico questo alibi cade completamente, dato che tutti questi paesi raccomandano di vaccinare i minori.

 

Ma la linea dei leader della destra italiana su questo tema è di retroguardia e si presta a essere continuamente sconfitta. Tanto che Salvini e Meloni abbassano continuamente l’asticella No vax. Inizialmente era fissata a quota 40: “Sotto i 40 anni il vaccino non serve”, diceva Salvini ripetendo quanto già affermato dal capogruppo di FdI Francesco Lollobrigida. Dopo qualche settimana, dato che gli italiani si sono progressivamente vaccinati, l’asticella è scesa a quota 18 perché, dicevano Lega e FdI, in Germania e Regno Unito sconsigliavano i vaccini ai minori.

 

Ora che  dopo Berlino anche Londra si è adeguata a quanto aveva saggiamente deciso l’Italia, Salvini e Meloni non hanno più alcun modello da indicare. Perché in Europa i governi di centrodestra, dai più liberali come Johnson nel Regno Unito ai moderati come Merkel in Germania fino ai più conservatori come Orbán in Ungheria e Morawiecki in Polonia, sono tutti favorevoli alla vaccinazione di quanta più gente è possibile. Perché il vaccino è lo strumento più efficace e sicuro per contenere il Covid. E’ così ovunque, tranne in Italia. Non bastava il Covid, a noi ci tocca pure la destra No vax.