Manifestazione antimafia

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ACCENDI LA LEGALITA’ SPEGNI LE MAFIEGRANDE MANIFESTAZIONE

MIGLIAIA DI CITTADINI ALLA FIACCOLATA

Un lungo corteo, centinaia di fiaccole che attraversano il centro storico. La manifestazione contro le mafie nata da un’idea del PD e gestita da “Libera” ha avuto un successo straordinario. Da molti, molti anni non si vedeva a Sanremo una mobilitazione di queste dimensioni e soprattutto uno spirito di partecipazione così intenso che ha mantenuto uniti i partecipanti sino alla fine del corteo e agli ultimi interventi che si sono svolti a tarda ora.
Evidentemente il problema dell’assalto criminale al Ponente Ligure, oltre che agli apparati dello Stato, si è fatto più minaccioso e concreto negli ultimi tempi, viene molto sentito e non è più percepito come un pericolo più teorico che reale, qualcosa che riguarda altre zone del Paese. Tanto è vero che ha aderito, almeno prima di dare un deludente forfait, anche il Pdl sanremese che pure aveva fatto della sicurezza un suo cavallo di battaglia. Cavallo subito stramazzato di fronte alla realtà. Il forfait ha comunque riguardato solo i vertici e non i loro sostenitori. In ogni caso alla fiaccolata era presente gran parte del mondo politico Ligure a cominciare dal governatore Burlando con numerosi assessori e consiglieri, il presidente della Provincia di Imperia Sappa, ai componenti Democratici della Commissione parlamentare antimafia. Interventi (clicca sui nomi per vedere il filmato) Burlando, Sappa, Orlando, Mussa,

“ZOC” IL DISUBBIDIENTE

Uscita preordinata?Guarda il video

Davvero singolare la partecipazione del Pdl alla manifestazione. Non dovevano esserci simboli di partito e si è invece presentato con un enorme striscione rispolverato dalle elezioni di un anno fa con tanto di Berlusca ridens. Forse per appropriarsi visivamente della fiaccolata che si svolge anche a causa delle promesse mancate sulla sicurezza. Il carattere di Zoccarato e la sua filigrana politica hanno fatto il resto. Il presidente della Provincia, Sappa, anch’egli del centro destra, ha fatto tranquillamente il suo discorso, piano, pacato ed è stato applaudito.
Ma quando è toccato al sindaco è stata tutt’altra musica. I fischi sono comincati a piovere quando “Zoc”ha cominciato a dire che per battere la mafia occorre un cambio di classi dirigenti. Di quali? Degli amici di Cosentino, dell’Utri, Mangano e compagnia che governano il Paese? Degli amministratori di Bordighera? La faccia tosta ha un limite invalicabile: qualcuno dei manifestanti gli ha gridato il nome di Scajola è li il sindaco ha perso le staffe, non è più stato in grado di contenersi, arrampicandosi in uno sgangherato discorso sul fatto che la manifestazione avrebbe dovuto svolgersi a Genova perchè è lì che la gente va dai fruttivendoli della ‘Ndrangheta, mentre i sanremesi vanno al supermercato. E dopo questa pregnante osservazione ha detto “dissubbidisco al mio partito e me ne vado”. Ma è proprio vero un nostro VIDEOLENTO pone qualche dubbio. Tutta la scena la potete vedere QUI.

STRAORDINARIO DON GALLO

“Riprendiamocila Repubblica”

“Hasta la victoria siempre”. Sorprendente Don Gallo, con queste parole ha concluso il suo intervento alla manifestazione contro le mafie. Un discorso energico e chiaro che ha suscitato molto entusiamo tra le persone e ha creato un’atmosfera liberatoria e positiva. Un lampo di luce in mezzo alla piattezza e al servilismo di gran parte dei media, non solo nazionali. Il discorso di Don Gallo, del tutto alieno dal politichese, dalle ossessioni dogmatiche di gran parte delle gerarchie ecclesiatiche e quindi magistralmente libero dai giochi del potere. Il sacerdote in poche semplici parole ha ricordato quale sia la bussola per poterci guidare in questa Italia confusa e disorientata. Una bussola fatta di tre parole: la Costituzione, la “Res Publica” e la laicità. Tutte cose di cui occorre riappropriarsi perchè ci sono sfuggite di mano senza che ce ne accorgessimo. E perchè rischiano di essere uccise dalle ambiguità e dal potere di una democrazia sempre più falsa. Perciò occorre svegliarsi, riprenderci ciò che è nostro, finire di fare le vittime convinte di non poter fare nulla per cambiare le cose. E’ il momento di ritrovare quelle energie morali che furono della Resistenza, del coraggio che fu della generazione che seppe riscattarsi dal lungo sonno del fascismo.