La guerra di Cna alla cattiva burocrazia. Manuale per una rivoluzione gentile

Max Weber scriveva che la burocrazia rappresenta il processo di disincanto del mondo nell’amministrazione della res publica. Il processo di razionalizzazione della società qualifica più di ogni altro la modernità e la burocrazia ne rappresenta una forma particolarmente pervasiva e per alcuni tratti pericolosa. Dopo oltre un secolo le parole del filosofo e sociologo tedesco mantengono una straordinaria attualità osservando l’Italia e la sua architettura statale e normativa.

 

 
La Cna da anni ha ingaggiato una guerra totale alla cattiva burocrazia, alle sue prevaricazioni che inquinano il rapporto tra lo stato nella forma legale-razionale e la libertà di intraprendere. In questo spirito abbiamo dato vita all’Osservatorio “Comune che vai burocrazia che trovi”. Un esercizio di conoscenza e competenza con metodo scientifico per indagare e misurare il peso della burocrazia sulla vita quotidiana delle imprese. 

   
Nei giorni scorsi è stata presentata la terza edizione, dedicata alla transizione ecologica e all’economia circolare, due ambiti assai rilevanti sui quali misureremo l’effettiva capacità dell’Italia di realizzare la profonda trasformazione del sistema produttivo e della società dei consumi per affermare un nuovo modello di sviluppo sostenibile. Oltre 300 persone del sistema Cna hanno lavorato per alcuni mesi all’Osservatorio per passare sotto la lente d’ingrandimento la normativa, gli adempimenti, i controlli sulle piccole imprese di due settori specifici: la moda e l’installazione e manutenzione impianti.

  
I risultati raccolti sul territorio mostrano che esistono alcune best practice ma il tratto prevalente è una pubblica amministrazione difensiva e che accumula ritardi e inefficienze che impediscono di cogliere opportunità di sviluppo. Nel caso della moda l’80 per cento degli scarti diventa rifiuto a causa degli ostacoli normativi, frenando l’economia circolare. Il labirinto burocratico e un’idea naif del federalismo impediscono la creazione di una banca dati integrata di catasto nazionale degli impianti termici, libretto e dichiarazione di conformità, strumento prezioso per verificare in tempo reale lo stato di salute degli impianti domestici e favorire la transizione energetica.

 
Dall’Osservatorio emerge inoltre un panorama variegato e differenziato, ai limiti del dissolvimento della centralità dello stato razionale cambiando significato al decentramento. Non più articolazione contemporanea delle istituzioni sul territorio ma esaltazione della “soggettività moderna” del Rinascimento secondo la definizione dello storico svizzero Jacob Burckhardt: “L’individuo si afferma liberandosi dai vincoli d’appartenenza a una comunità che ne determina i valori”. Se si sostituisce la Pa e gli enti locali all’individuo, lo Stato centrale alla comunità e le norme ai valori si ottiene la vera immagine dell’Italia che troppo spesso confonde il trasferimento di competenze con il federalismo, la delega di attribuzioni con l’autonomia delle decisioni.

 
Sarebbe tuttavia una lettura miope ricondurre le evidenti storture e inefficienze al moloch burocratico. È motivo di orgoglio che la nostra ricerca abbia ricevuto l’apprezzamento del giudice emerito della Corte costituzionale, Sabino Cassese, che alla presentazione dell’Osservatorio, con la sua solita acutezza e intelligenza, ha delineato il raggio d’azione che alimenta la cattiva burocrazia: leggi che dicono troppo ma lasciano tanti vuoti, la parcellizzazione degli uffici, il mantenimento di incentivi all’inerzia a favore del personale, le disfunzioni nel processo di decentramento, procedimenti farraginosi a causa di una amministrazione pubblica ferma alla concezione della catena di montaggio.

 
La pandemia, la transizione green e la digitalizzazione, la lotta ai cambiamenti climatici rendono più che mai urgente adeguare la burocrazia e la macchina pubblica alle enormi sfide davanti a noi.  Occorre riaffermare totalmente le libertà fondamentali e il principio di legalità adottando quella norma generale implicita negli ordinamenti degli stati moderni secondo la quale tutto ciò che non è vietato è permesso, e liberare imprese e cittadini dal giogo del “nulla è permesso se non esplicitamente previsto”.

 
Il nostro Osservatorio non si limita a indagare ed evidenziare le storture e le incongruenze del sistema, indica proposte concrete per eliminare le complessità di norme e procedure. Non ci sono alternative per investire rapidamente e in modo efficiente le ingenti risorse previste dal Pnrr e per riattivare il flusso degli investimenti privati senza i quali la crescita virtuosa e sostenibile rimarrà confinata nell’album delle buone intenzioni. 

 
I risultati dell’Osservatorio sono a disposizione del decisore politico e della pubblica amministrazione, rappresentano un contributo per realizzare quella “rivoluzione gentile” di cui la nostra Italia ha disperatamente bisogno.

  
Sergio Silvestrini è segretario generale Cna