La campagna elettorale del M5s si sposta nelle periferie

Su via Romolo Vaselli – un prato sporco, una rotonda con vista Castelli proprio al bordo della via Prenestina – le bandiere del M5s indicano la strada. In fondo c’è un complesso di case nuove e ben curate con tanto di parchetto che stona con il degrado generale della zona. I palazzoni in cemento armato di Torre Angela si vedono sullo sfondo. 

  

Virginia Raggi, Giuseppe Conte e Luigi Di Maio, arrivano insieme. A piedi. L’appuntamento iniziale era poco più in là in via Pomigliano d’Arco, circostanza fortunata per far sentire un po’ a casa anche il ministro degli Esteri. Li aspettano consiglieri comunali e assessori, ma soprattutto un centinaio di attivisti esagitati come non se ne vedevano da un po’. È un tuffo nel passato, versione minore ma comunque intensa della campagna elettorale e trionfale di Virginia Raggi nel 2016. 

 

  

Solo una signora del palazzo proprio sopra il parco è visibilmente arrabbiata e sbotta contro il dirigente della polizia: “Qui c’è gente che si sveglia alle cinque si può sapere a che ora finisce questa pagliacciata? Che devo andare a fare un esposto in caserma?”. “Signora qui non si sa neanche a che ora arrivano”, ironizza un fotografo che aspetta da un po’. Eh si, come dicevamo Virginia Raggi, Giuseppe Conte e Luigi Di Maio arrivano insieme a piedi, ma giungono anche con un’ora e passa di ritardo sull’orario previsto. Gli attivisti non si scompongono. Quando i tre giungono è tutta una ola e uno sgomitare per cercare di rimediare un selfie. Grande rabbia verso i giornalisti. Sempre loro. “Voi ce li avete tutti i giorni, lasciateli un po’ anche noi”, protesta un signore. E non ha del tutto torto perché quando Raggi, Conte e Di Mario si piazzano sul palchetto allestito per il breve comizio, una frotta di fotografi, operatori si mette proprio davanti per riprendere, lasciando i militanti dietro senza visuale. Nel servizio d’ordine c’è nervosismo. Un uomo corpulento spinge un ragazzo e deve intervenire il padre: “Mio figlio è disabile, la smetta”. Il clima comunque rimane di grande unità. Qualcuno grida: “Grande Giuseppe, a Porro lo hai distrutto ieri sera”. E il riferimento è all’intervista che il giorno precedente l’ex premier ha concesso a Rete Quattro. La prima in cui il neoleader grillino sostiene con linguaggio chiaro la sindaca uscente e candidata grillina: “L’unica che in 40 anni ha spazzato via le ville dei Casamonica”. “Noi non distruggiamo noi costruiamo”, prova comunque a replicare Conte con tono ecumenico. “Lo hai asfaltato”, continua la folla.

 

Gli interventi sono brevissimi. “Il percorso di Virginia – dice Conte – è stato oscurato e villaneggiato dal circuito mediatico ma con voi e il vostro appoggio non ci spaventa nulla”, poi, dopo l’affondo, l’ex premier torna a parlare in termini più concilianti: “Noi non diciamo che gli altri sono il demonio, ma abbiamo una proposta credibile abbiamo una sindaca che non si ferma mai appare esile ma non ha paura di nulla”. Applausi. Di Maio ricorda invece che se “il Recovery c’è, è grazie al presidente Conte e va affidato a Virginia perché i sindaci gestiranno grande parte di queste risorse, aiutateci a permetterlo”. Accanto alle tre star ci sono anche alcuni comprimari. La parlamentare Carla Ruocco, l’eurodeputato Dino Giarrusso e, soprattutto, la vicepresidente del Senato Paola Taverna, l’unica a intervenire. “Da abitante di borgata – dice – sono felicissima di vedere per la prima volta qui un sindaco, un ministro e un ex premier. Qualcuno in passato ha cercato di prendermi in giro per le mie origini che invece per me sono un onore, Virginia è la sindaca delle periferie che devo tornare a essere l’orgoglio di questa città”. A nessuno è chiaro quando lo siano state prima, ma vabbè. Il comizio, comunque, dura pochissimo. Subito riprende il bagno di folla.

 

Giro del parchetto che Virginia – lo ha ricordato dal palco proprio lei – ha fatto mettere a posto. Tre bambini ridono divertiti dall’alto di uno scivolo guardando tutte queste telecamere e queste persone assiepate intorno a questi tre signori. Conte, tra un selfie e un altro, scherza con loro. Poi, mentre sta firmando a una signora una copia di un libro a lui dedicato, tra la folla spunta pure il sottosegretario grillino alla Salute Pierpaolo Sileri. È una grande rimpatriata. “Guardate che controlla se abbiamo le mascherine”, scherza Raggi. “Sono riuscita a fare una foto con Conte”, grida, invece, entusiasta agli amici Rossella Rendina, grillina che ai più non dirà niente, ma che lo scorso anno fu candidata dal Movimento contro Roberto Gualtieri per il collegio Roma 1 alle elezioni suppletive. L’ultima grillina ad aver sfidato l’ex ministro dell’Economia prima di Raggi è una fan come tante. “Lo voglio anche io un abbraccio spudorato”, dice una signora a Conte. “Da quando non ci sei più siamo in lutto”, gli urla un altro. Per riuscire a fare uscire i tre beniamini tra selfie, foto e autografi, il servizio d’ordine è costretto a creare un cordone di braccia. Ripartono i cori “Giuseppe, Giuseppe”. I grillini, almeno quelli di queste parti, ci credono. A Roma si può vincere.