Il passaggio di consegne

Mario Draghi e Angela Merkel vogliono un’Europa più forte, con obiettivi strategici comuni e un rafforzamento dell’alleanza tra Italia e Germania. E’ questo il messaggio che il premier italiano e la cancelliera tedesca hanno lanciato ieri, in remoto ma con sincronia, in occasione del Forum economico italo-tedesco – ed è sembrato quasi un passaggio di consegne. La Merkel è alla fine del suo quarto mandato, si vota il 26 settembre per eleggere il suo successore in Germania e anche se i negoziati potrebbero essere lunghi, la cancelliera è ai saluti istituzionali.

Il premier italiano è il successore naturale in Europa, non soltanto per la consuetudine che si è costruita negli anni tra i due leader ma anche perché oggi Draghi è considerato da più parti Mr Europe, un interlocutore solido in grado di svolgere un ruolo attivo nelle dinamiche (spesso arzigogolate) europee. Per questo, i due leader hanno sì insistito sul legame forte che unisce Italia e Germania – “il motore manifatturiero dell’Ue”, ha detto Draghi, “dalle nostre fabbriche proviene circa metà della sua produzione industriale”; “esiste una forte partnership che porta benefici a entrambi”, gli ha fatto eco la Merkel – ma anche e soprattutto sugli obiettivi comuni su scala europea. “Germania e Italia”, ha detto il premier, “condividono lo stesso obiettivo strategico: il completamento del percorso di integrazione europea. Un’Europa più forte dal punto di vista economico, diplomatico e militare è il solo modo per avere un’Italia più forte e una Germania più forte”.

L’Ue che lavora insieme e che smussa gli spigoli è il progetto merkeliano, portato avanti in modo non sempre lineare e compreso in sedici anni, e Draghi lo fa suo, e probabilmente lo interpreterà costruendo anche un nuovo rapporto (alcun segnali ci sono già) con la Francia di Emmanuel Macron, nella speranza che le elezioni tedesche prima e quelle francesi poi non sfaldino questa visione.