Giachetti: “Fico dice no al Green pass alla Camera? Ora fa parte della casta!”

L’uomo che voleva combattere i privilegi e che insieme al suo partito ha condotto una campagna di fango nei confronti della politica, adesso rischia di gettare altro fango sulla comunità parlamentare con una scelta del tutto personale“. Quando Roberto Giachetti ha letto le dichiarazioni del presidente della Camera Roberto Fico contro l’uso del Green pass in Parlamento, ha strabuzzato gli occhi. “Sono intervenuto in Aula per chiedere se il presidente avesse consultato i gruppi, per verificare quale fosse la linea di orientamento. Sono convinto che se lo facesse, ci sarebbe una grande maggioranza sia alla Camera che al Senato a favore del Green pass, non solo perché le regole che valgono per i cittadini devono valere anche per noi. Ma anche per una questione di sicurezza”, spiega il deputato di Italia viva. E in effetti ha fatto un certo effetto vedere il deputato Marco Lollobrigida prendere parola subito dopo Giachetti in Aula per chiarire che “Fratelli d’Italia resta contraria nel merito all’uso del certificato verde, ma a livello di metodo condividiamo l’idea che le regole per i cittadini e i componenti della Camera debbano essere omogenee”. Opinione condivisa dalla deputata del Pd Beatrice Lorenzin, secondo cui la proposta di Fico “rischia di mettere in pericolo la sicurezza dei parlamentari. Altro che privilegio”.

 

Come spiega Giachetti, “nelle Aule parlamentari ci sono più rischi di quanti ce ne siano fuori, perché il distanziamento non sempre è rispettato. Il protocollo del resto è già piuttosto rigido. L’altro giorno un membro della commissione Bilancio è risultato positivo, e immediatamente sono stati sospesi i lavori e fatto il tampone a tutti componenti della commissione. Fino all’accertamento di un esito negativo non si poteva avere accesso alla Camera”. E pero è tutto un discettare, in questi casi, di tutela della privacy. Del pericolo che si corre nel restringere la libertà del parlamentare. Lo stesso Fico ieri ha ribadito che “non è possibile chiedere chi è vaccinato e chi no”. “Un dibattito – ribatte Giachetti – che trovo stucchevole. Se è vero che come parlamentari abbiamo tutta una serie di delimitazioni alla privacy rispetto ai privati cittadini come la dichiarazione dei redditi e patrimoniale sul sito della Camera di appartenenza. Lo facciamo perché avendo una funzione pubblica abbiamo un’esigenza in più di trasparenza. Perché non pubblicare anche i dati dei vaccinati?”.

L’altro rischio, oltre alla reputazione che viene distrutta da titoli di giornale come “I politici contro il green pass”, è mettere a serio repentaglio l’organizzazione e il lavoro parlamentare. “Perché fino ad ora siamo stati relativamente fortunati e non ci siamo mai fermati. Siamo stati attenti a limitare gli accessi, chiudere il Transatlantico e le tribune per evitare ogni rischio. Ma cosa potrebbe accadere nel caso di un nuovo focolaio? Il già strettissimo cronoprogramma, ora che stiamo affrontando una fase così densa, verrebbe paralizzato. Non ce lo possiamo permettere”, dice ancora l’ex candidato sindaco di Roma. Trova sia stato un modo per strizzare l’occhio agli anti vaccinisti o ai libertari un tanto al chilo che s’accapigliano nel dibattito pubblico in queste settimane? “Credo che dietro non ci sia nessun ragionamento sofisticato. Sono dichiarazioni così miopi che spero si sia trattato di uno scivolone. Può legittimamente esprimere un’opinione politica, ci mancherebbe. Ma non far passare una sua idea come la posizione ufficiale della Camera. Ora dovrà porre immediatamente rimedio”.