Dalla tolleranza zero a “si sbaglia”. La parabola di Salvini sulla droga, con parole sue

“Non esiste modica quantità”. “La droga è merda”. “Chi sbaglia paga”. Il leader della Lega Matteo Salvini si è sempre scagliato con forza contro le sostanze stupefacenti, “la droga”. Fino a spingersi a citofonare, in favore di telecamere, a casa di un presunto pusher nel quartiere Pilastro di Bologna, un ragazzo all’epoca minorenne (in seguito vennero arrestati per spaccio i genitori del giovane).

 

Sul caso di Stefano Cucchi, a poche ore dalla sentenza di condanna per omicidio preterintenzionale ai carabinieri Di Bernardo e D’Alessandro, il leader del Carroccio commentò: “Questa è la dimostrazione che la droga fa male”, mettendo cioè il relazione la morte di Cucchi con l’assunzione di droga e non con il pestaggio subìto.

 

Ma sull'”affaifire Morisi” Salvini sembra avere moderato le sue posizioni. Dice che l’ex responsabile della comunicazione social della Lega – indagato per spaccio di stupefacenti – “risponderà a se stesso e alla sua coscienza”, lo considera “un amico che commette un errore” e sostiene che, in fondo, “nella vita si può sbagliare”, l’importante è rialzarsi. Un cortocircuito stupefacente.